Verso la quinta squadra in Champions: l’Italia è ancora in corsa nel ranking UEFA

Dietro ogni gol in Europa c’è un obiettivo nascosto: regalare alla Serie A un posto in più in Champions. La corsa alla quinta squadra è già cominciata

Da settimane si parla della possibilità che la Serie A porti cinque squadre in Champions League. Non è più un esercizio teorico, né un sogno leggero alimentato da qualche vittoria di troppo. È un obiettivo concreto, reso possibile da un sistema numerico molto meno immediato di quanto sembri: il coefficiente UEFA e il ranking per federazioni.

Coppa della Champions League
Verso la quinta squadra in Champions: l’Italia è ancora in corsa nel ranking UEFA (AnsaFoto) – giovanicatanzaro.it

La fotografia di oggi dice che l’Italia è in corsa, agganciata alla Germania in una sfida punto su punto. Ma per capire davvero quanto siamo vicini – e quanto sia complicato restarci – bisogna entrare dentro ai meccanismi del ranking UEFA, spesso raccontati in maniera superficiale.

La prima verità da fissare è questa: il ranking UEFA per federazioni non si basa sulla somma dei punti “grezzi” delle squadre italiane. Si basa sulla media. La UEFA prende i punti conquistati da tutte le squadre di una nazione, li somma e poi li divide per il numero totale di club che hanno iniziato la stagione nelle coppe europee. Questo significa che le squadre eliminate subito non spariscono dal conteggio: continuano a pesare.

È qui che l’Italia si gioca davvero la quinta squadra. Perché avere quattro squadre agli ottavi e una fuori già a settembre non produce lo stesso effetto di cinque squadre che restano vive fino alla primavera. Il rendimento collettivo pesa più della stella individuale. È matematica pura, non opinione.

Come si ottengono davvero i punti: vittorie, pareggi e soprattutto bonus

La logica è semplice solo all’apparenza. Una vittoria vale due punti, un pareggio un punto. Ma il vero salto arriva dai bonus: qualificazioni ai gironi, passaggi di turno, ottavi, quarti, semifinali, finale. E questi bonus non valgono “un pochino”: spesso incidono più delle vittorie nel girone.

Per esempio: una qualificazione agli ottavi della nuova Champions può valere tanto quanto due vittorie consecutive. In Europa League e Conference League il meccanismo cambia, ma l’effetto è simile: chi va avanti trascina il coefficiente nazionale più di qualsiasi successo isolato.

Marquinhos e Al Khelaifi con la Champions League
Come si ottengono davvero i punti: vittorie, pareggi e soprattutto bonus (AnsaFoto) – giovanicatanzaro.it

E infatti Germania e Italia, che si stanno giocando il posto extra, sono separate soltanto da decimali. Con differenze così piccole, un gol al 93’, un rigore respinto, una rimonta salvata valgono letteralmente decimi di posto Champions per la stagione successiva.

Dal 2024/25 la Champions non è più divisa in gironi, ma gestita da un grande girone unico. Con la nuova struttura arriva anche il meccanismo degli European Performance Spots: due posti extra per le federazioni con il miglior rendimento stagionale nel ranking UEFA dell’anno in corso. Non conta la storia, non conta il quinquennio. Conta la singola annata.

Oggi una delle due posizioni è saldamente della Premier League, mentre l’altra è contesa tra Italia e Germania. Ogni settimana utile o persa cambia il quadro. Una sconfitta tedesca in Europa League può valere più di una vittoria italiana in Conference, se sposta la media. Una qualificazione del Napoli pesa quanto due pareggi di altre squadre. È un sistema stratificato, ma potenzialmente vantaggioso per chi ha profondità di rendimento.

Ma cosa serve all’Italia per arrivarci davvero? Se l’obiettivo è la quinta squadra in Champions, le italiane devono:

  • restare tutte in corsa il più a lungo possibile;
  • evitare eliminazioni premature (che abbassano la media);
  • puntare ai bonus dei turni avanzati;
  • gestire bene anche la Conference League, che pesa sulla media quanto le altre coppe.

È questa la parte più interessante: non esiste più la distinzione tra “coppa dei grandi” e “coppa minore”. Per il ranking, ogni risultato europeo ha lo stesso peso specifico nella divisione finale.

E allora la domanda diventa inevitabile: la Serie A riuscirà a mantenere la spinta fino ad aprile? Perché anche se i riflettori restano su Juve, Napoli o Inter, la verità è che la quinta squadra italiana dipende da tutte. Da un pareggio strappato all’ultimo, da una qualificazione non scontata, da un’eliminazione evitata di misura.

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